IL CAPITANO
ALPINI M.O.V.M. CELLA PIETRO
NASCEVA A BARDI 155 ANNI FA.
A cura del Capitano Paolo Rolli
La
prima Medaglia d'oro individuale ad un alpino fu assegnata esattamente 110 anni
fa al capitano Pietro Cella, caduto ad Adua nel 1896,
che pur essendo piacentino di nascita è indissolubilmente legato alla provincia
di Vicenza. Al capitano Cella, infatti, fu intitolata l'allora caserma degli
alpini di Schio, in funzione dal 1884, che per diversi anni anche dopo la sua
dismissione ha innalzato sopra l'ingresso carraio la targa con il nome
dell'eroico ufficiale.
Il capitano Cella, dunque, è stato la prima Medaglia
d'oro individuale al Valor militare
dell'allora neonato
Corpo degli alpini. Pietro Cella, quindi, non è stato un ufficiale qualsiasi, e
la sua Medaglia d'oro brilla nei ricordi trattandosi del primo di innumerevoli riconoscimenti a Valor militare ottenuti dal
Corpo degli alpini e dai suoi singoli appartenenti.
A Schio il nome del capitano Cella è ben conosciuto, in
quanto all'ufficiale fu intitolata la vecchia caserma situata in via Rovereto, e da diversi anni dimessa. Lo storico sito
militare è stato da qualche tempo acquisito dal Comune, che ha già messo mano
alla parte delle stalle e dei magazzini, dove ha trovato sede un'associazione di
ricerche storiche e militari: una sorta di continuità ideale nell'utilizzo di
un edificio che tanta parte ebbe nella vita di Schio, durante
Pochi, comunque, conoscono la
vicenda del capitano Pietro Cella, figura di primo piano nella storia degli
alpini, che merita di essere tramandata per quel che ha significato per le
penne nere e, indirettamente, per la città di Schio. Pietro Cella nacque il 9
aprile del
A ricordo di tale eroico
adempimento del proprio dovere, il Capitano Cella fu insignito della Medaglia
d'oro al Valor militare alla memoria, primo riconoscimento al Valor militare
del Corpo degli Alpini, con la seguente motivazione:
"Comandante
delle Compagnie Alpine 3° e 4° distaccate sulla sinistra dell'occupazione al
Monte Rajo, le tenne salde in posizione contro soverchianti forze avversarie,
finché furono pressoché distrutte e combattendo valorosamente lasciò la vita
sul campo prima di cedere di fronte all'irrompente nemico. Adua (Eritrea), 1°
marzo 1896."